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Passi avanti nell’accessibilità nei parchi divertimento

Nell’estate del 2020, a Sofia, bambina di 10 anni con sindrome di down, è stato vietato salire su alcune attrazioni presso il parco Rainbow MagicLand di Roma. Le è stato spiegato dal personale del parco che non poteva salire sulle montagne russe “baby” e i tronchi sull’acqua per “motivi di sicurezza”.

Così, insieme all’associazione AIPD (Associazione Italiana Persone Down) Latina, Sofia ha creato un video, che è stato poi diffuso su YouTube, in cui denunciava la situazione. “Io sono down, non sono malata. Voglio fare le montagne russe.” Queste le parole della bimba, che si definisce “veramente coraggiosa”.

Grazie al video, che ha generato oltre 700 visualizzazioni, la madre di Sofia, Samantha Meini, che è la Presidente di AIPD Latina, ha potuto lanciare una collaborazione tra AIPD e MagicLand. La direzione del parco si è impegnata a fornire corsi di aggiornamento professionali sulla gestione della comunicazione con persone disabili al proprio personale. Inoltre, la direzione si è impegnata a lanciare attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’inclusione sociale.

AIDP ha potuto effettuare un’analisi di Customer Journey del parco per migliorare l’esperienza delle persone con esigenze speciali. Da questa collaborazione è nato un dialogo aperto e costruttivo sui temi dell’inclusione tra AIDP Latina e MagicLand.  Entrambe le parti hanno lavorato insieme per rendere il parco totalmente fruibile, fatte salve le misure di sicurezza, per le persone con esigenze speciali.

Ad un anno di distanza dall’accordo, AIDP e MagicLand confermano il raggiungimento di tutti gli obiettivi per l’inclusione di persone disabili, permettendo loro di fare un’esperienza di intrattenimento completa. Sofia è quindi tornata a MagicLand questa estate ed è potuta finalmente salire su tutte le attrazioni del parco.

Samantha Meini, Presidente di AIPD Latina e mamma di Sofia, dice che è molto contenta del risultato, che definisce una “conquista”. “Non è facile far comprendere che un ragazzo con Sindrome di Down può e deve giocare e divertirsi insieme e accanto ai suoi amici, con o senza la sindrome“ spiega Meini. “Ora, ci aspettiamo che altri seguano l’esempio di MagicLand e che tutto il mondo del divertimento e dello svago diventi pienamente accessibile”.

L’inclusione sociale nei parchi divertimento in Italia è da sempre problematica. Sofia è solo un esempio di una delle persone con esigenze speciali a cui viene stato vietato salire su una giostra per “motivi di sicurezza”. In realtà, questa è una situazione molto comune.

Gardaland, il parco divertimenti numero uno in Italia, ha fatto da apripista quando, nel 2018, ha firmato una convezione con CoorDown Onlus (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) per migliorare la fruibilità delle attrazioni del parco per le persone disabili. Oggi le persone con esigenze speciali possono salire su tutte le attrazioni che le tengono in sicurezza.

Rainbow MagicLand è il parco divertimenti più grande nel Centro Sud Italia, quindi la speranza è che parchi di dimensioni più modeste prendano esempio e si adeguino ai nuovi standard.