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Dong Dong Camanni, atleta, judoka, pianista e scout

Dong Dong Camanni, atleta, judoka, pianista e scout

Dong Dong ha 18 anni e vive in provincia di Perugia. Frequenta il liceo scientifico e nel tempo libero è un atleta, pratica il judo, suona il piano e fa scoutismo. Ciò che rende i suoi successi ancor più eccezionali è che Dong Dong (Paolo per gli amici) è non vedente.

Dong Dong è nato in Cina con un retino blastoma bilaterale, un tumore molto aggressivo che gli ha tolto la vista. Le spese mediche per curare questa malattia erano troppo alte in Cina. Un giornalista italiano, venuto a conoscenza della sua storia, ha trovato una famiglia pronta ad aiutarlo in provincia di Perugia. Grazie alla generosità dei suoi nuovi genitori adottivi, Dong Dong ha ricevuto le cure di cui aveva tanto bisogno in Italia.

Appena uscito dall’ospedale, all’età di 3 anni, la sua famiglia ha notato che era un bambino molto attivo. Così lo hanno portato in piscina per imparare a nuotare. Da lì è nata la passione di Dong Dong per lo sport. A 8 anni ha scoperto il judo, che adora e pratica ancora oggi. A 12 anni è stato convocato ad un raduno agonistico. Ha vinto l’oro nella sua primissima gara e da qui è iniziata la sua carriera da atleta.

Dong Dong ha continuato a gareggiare anche a livello interregionale, affrontando sempre avversari normodotati. Poi nel 2019 è arrivata la svolta. La nazionale paralimpica lo ha convocato per una gara in Germania, dove ha vinto un argento. Nello stesso anno ha partecipato agli Europei giovanili in Finlandia.

Nel 2020 i lockdown lo hanno scoraggiato e demotivato, ma Dong Dong è riuscito a vincere il campionato italiano csen nel 2021 nella categoria under 23. Il prossimo obiettivo? Le Paralimpiadi di Parigi 2024.

Durante la prima ondata della pandemia, Dong Dong si annoiava a fare judo in casa da solo, così ha iniziato a dedicarsi alla corsa. Da allora si allena con altri atleti della sua età per i 100, 200 e 400 m.

Ma lo sport non è l’unica passione del giovane. Dong Dong ha iniziato a suonare il piano all’età di 4 anni. Ha avuto la fortuna di trovare un maestro non vedente, che lo ha aiutato moltissimo. Ha studiato musica classica per diversi anni, mentre ora si dedica a jazz, blues, e improvvisazione.

Dong Dong racconta della sua vita come un’esperienza interamente positiva: “Ho sempre avuto molti amici e molte persone che mi vogliono bene accanto. Non ho mai avuto problemi di inclusione o per essere accettato.“ Il 18enne continua: ”Ormai la mia disabilità, per quanto limitante e per quanto ovviamente vorrei non averla, però mi dà consapevolezza di chi sono diventato e sentirei che mi mancherebbe qualcosa se non fosse stato così”.

Dong Dong si ispira a Zlatan Ibrahimović, perché il calciatore crede tantissimo nelle sue capacità, cosa che Dong Dong vuole imparare a fare più spesso.

“Il consiglio che potrei dare (a bambini e adulti disabili, NdR) è buttarsi nelle situazioni, provare, mettersi in gioco. Perché è solo così che si può crescere, si superano i propri limiti e si può vedere il bello che c’è nelle cose. Altrimenti si rimane in una visione limitata con una mentalità chiusa che invece è importante aprire con l’esperienza”.

Dong Dong racconta che lo scoutismo, passione ereditata dal papà adottivo, lo ha aiutato molto a crescere e a dargli l’autonomia necessaria per cavarsela in situazioni più complesse.