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Solo 26 comuni sulla Piattaforma unica nazionale

Solo 26 comuni sulla Piattaforma unica nazionale

Solo 26 Comuni sulla Piattaforma unica nazionale

La Piattaforma unica nazionale delle targhe associate al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) è stata attivata nel 2022. Ma sono davvero pochi i Comuni che hanno aderito alla piattaforma fino ad oggi: solo 26.

La lista dei Comuni aderenti è qui. Si trovano in Veneto, Lombardia, Toscana, Sardegna, Marche, Puglia, Piemonte, Friuli, Liguria, e Lazio. Queste città sono in grado di riconoscere le targhe registrate alla piattaforma tramite sistemi informatici integrati. In questo modo, possono verificare se certi veicoli possono transitare in ZTL o sostare in parcheggi riservati alle persone disabili.

Il progetto è ancora in via sperimentale, ma i Comuni devono aderire alla Piattaforma per beneficiarne. Inoltre i cittadini non possono usufruirne, se il Comune di residenza non ha aderito.

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, hanno lanciato un appello. I due hanno mandato una lettera al presidente dell’Anci (Associazione dei Comuni Italiani) Antonio Decaro, chiedendo la promozione della piattaforma. “L’adesione alla piattaforma da parte di tutti i Comuni è fondamentale e non può attendere oltre”, spiegano i due ministri.

I Comuni che aderiscono beneficeranno della semplificazione delle procedure di controllo per l’accesso a zone a traffico limitato e ai parcheggi riservati.

Sembra anche opportuno concludere che i Comuni iscritti alla piattaforma attireranno un maggior numero di turisti e visitatori disabili, in quanto verranno ritenuti più disability-friendly.

Cos’è la piattaforma CUDE

Ecco un breve riassunto su cos’è il CUDE, il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, e i vantaggi che offre.

Attualmente le persone con disabilità che viaggiano su veicoli per disabili e auto normali muniti di contrassegno devono comunicare l’ingresso in aree a traffico limitato o nelle strade o corsie con limitazioni in Comuni diversi da quello di residenza.

Se l’ingresso non viene comunicato anticipatamente, la Polizia Stradale può irrogare una sanzione durante controlli di routine. Spesso le multe vengono emesse automaticamente dai sistemi che dispongono di una lista delle targhe approvate. Esiste un Registro Pubblico contenente le targhe autorizzate, ma questo non è stato integrato nei sistemi dei Comuni.

La piattaforma unica nazionale promuove la condivisione dei dati, protetti da privacy, relativi ai contrassegni.

Quando un contrassegno è inserito sulla piattaforma, la Polizia Locale può verificare che la targa ad esso associata possiede i requisiti per accedere a ZTL, corsie con limitazioni e soste riservate.

Come usufruire della piattaforma CUDE

Per ottenere il CUDE, i cittadini disabili devono presentare una richiesta di adesione al Comune che ha rilasciato loro il contrassegno per veicoli a servizio dei disabili. Sul modulo di richiesta si possono indicare due targhe: una attiva e una facoltativa, da attivare in caso di necessità.

Il Comune procede poi all’inserimento dei dati nella piattaforma e consegna al richiedente un Codice Univoco alfanumerico. Con questo codice, si può accedere alla piattaforma tramite il Portale Dell’Automobilista e usare l’app iPatente per gestire le targhe autorizzate.

Quando i dati di un cittadino sono registrati correttamente, questo potrà recarsi nei Comuni diversi da quello di residenza aderenti e accedere a ZTL liberamente, senza dover fare richiesta anticipata.

Per presentare la domanda di adesione, il proprio Comune di residenza deve aderire alla piattaforma. Per questo motivo, fino ad oggi, sono poche le persone con disabilità che hanno potuto richiedere il CUDE.