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Milano-Cortina: L’Italia ospita le Paralimpiadi invernali 2026

Milano-Cortina: L’Italia ospita le Paralimpiadi invernali 2026

L’Italia si prepara a ospitare uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello internazionale: le Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

A vent’anni da Torino 2006, l’evento roporta paratleti provenienti da tutto il mondo sulle Alpi italiane, accendendo i riflettori non solo sullo sport paralimpico, ma anche sui temi di accessibilità, inclusione e autonomia.

Le Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026

Le Paralimpiadi 2026 si svolgono dal 6 al 15 marzo 2026 seguendo lo stesso modello dei Giochi Olimpici, con gare distribuite in diverse località del Nord Italia in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Organizzate dall’International Paralympic Committee e dal Comitato Organizzatore Milano Cortina 2026, le Paralimpiadi Invernali 2026 riuniscono oltre 600 atleti provenienti da circa 50 Paesi, con una copertura mediatica internazionale che porterà lo sport paralimpico al centro dell’attenzione globale.

Le località che ospiteranno le gare paralimpiche

Milano

Nel capoluogo lombardo si svolgono alcune competizioni su ghiaccio, tra cui il para ice hockey e il curling su sedia a rotelle, ospitate presso la Milano Hockey Arena (ex PalaSharp) nel quartiere Santa Giulia.

Cortina d’Ampezzo

Il comprensorio ampezzano, circondato dalle Dolomiti, accoglie varie prove di parasci alpino e di parasnowboard su piste come l’Olimpia delle Tofane.

Altre sedi nel Triveneto

Alcuni eventi di fondo e combinata si svolgono in aree alpine tradizionali dello sport invernale, come quelle attorno alla Val di Fiemme, che ospita impianti per lo sci di fondo e il biathlon.

Le discipline paralimpiche

Le Paralimpiadi includono sei discipline ufficiali, che rappresentano il cuore dello sport paralimpico invernale:

  • Sci alpino paralimpico: prove di velocità e tecniche su piste di alta montagna
  • Sci di fondo paralimpico: gare di resistenza su percorsi innevati pianeggianti
  • Biathlon paralimpico: sci di fondo abbinato al tiro con carabina ad aria compressa
  • Snowboard paralimpico: gare di velocità su tracciati con salti e curve
  • Para ice hockey: sport di squadra su ghiaccio simile all’hockey tradizionale
  • Wheelchair curling: disciplina su ghiaccio in cui gli atleti, dalla carrozzina, fanno scivolare pietre verso un bersaglio.

Come si svolgono le discipline paralimpiche invernali

Le discipline seguono regole simili a quelle olimpiche, ma sono adattate per consentire agli atleti con disabilità di competere in modo equo e in sicurezza. Gli adattamenti riguardano attrezzature, modalità di gara e sistemi di classificazione.

Negli sport come lo sci alpino, lo sci di fondo, il biathlon e lo snowboard, gli atleti possono gareggiare in piedi, seduti, con speciali sci-sedie, oppure accompagnati da una guida.

Nel caso degli atleti con disabilità visiva, la guida fornisce indicazioni sul tracciato o, nel biathlon, sulla posizione del bersaglio tramite segnali vocali o radio.

Nel para ice hockey, gli atleti gareggiano su slitte dotate di lame e utilizzano due bastoni corti per spingersi e controllare il disco.

Il wheelchair curling, invece, si basa su precisione e strategia: gli atleti lanciano le pietre dalla carrozzina senza spazzole, affidandosi esclusivamente alla tecnica.

Ogni atleta compete all’interno di una categoria di classificazione funzionale, che tiene conto del tipo e del livello di disabilità. In questo modo, il confronto avviene tra atleti con condizioni simili. Questo sistema sposta l’attenzione su ciò che conta davvero: preparazione, tecnica e strategia.

Il viaggio della fiamma paralimpica

Un momento simbolico di Milano-Cortina 2026 è il viaggio della fiamma paralimpica, che parte il 24 febbraio 2026, una volta concluse le Olimpiadi, e arriva il 6 marzo 2026, il giorno della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi.

La fiamma viene accesa nel Regno Unito, presso lo Stoke Mandeville Hospital. Proprio in questo ospedale, nel secondo dopoguerra, iniziarono le prime competizioni sportive dedicate alle persone con disabilità, da cui si è sviluppato il movimento paralimpico internazionale. Da lì parte un percorso di circa 2.000 chilometri attraverso l’Italia.

Il viaggio coinvolge 501 tedofori e toccherà diverse città italiane, con tappe principali come Roma, Torino, Milano, Bolzano, Trento e Trieste, prima di concludersi con l’ingresso della fiamma all’Arena di Verona in vista dell’avvio ufficiale dei Giochi.

Le cerimonie di apertura e chiusura

La cerimonia di apertura, intitolata “Life in Motion”, è un omaggio alla vita come cambiamento e trasformazione. Per la prima volta, una cerimonia paralimpica si toene in un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, l’Arena di Verona, unendo il valore storico del luogo a un messaggio contemporaneo di inclusione.

La cerimonia usa il linguaggio dell’arte per raccontare il cambiamento e un nuovo modo di guardare la disabilità. La musica è centrale, con Stewart Copeland e i Meduza, e è affiancata da riferimenti all’arte contemporanea di Jago, Emilio Isgrò e Marina Apollonio.

La cerimonia di chiusura, intitolata “Italian Souvenir”, è un momento dedicato ai ricordi. Si svolge al Cortina Curling Olympic Stadium, uno spazio che non si affaccia sulle montagne, ma che la cerimonia ricrea simbolicamente attraverso immagini, racconti e suggestioni.

Lo spettacolo è stato concepito come un grande album di ricordi interattivo, in cui si alternano istantanee di imprese sportive e “cartoline” dei territori italiani che hanno ospitato le competizioni. Il racconto ha come guida simbolica Walter Bonatti, figura che rappresenta l’idea di impresa come visione, percorso e ricordo.

Gli azzurri a Milano-Cortina 2026

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi, l’Italia si presenta con una squadra completa in tutte le sei discipline paralimpiche invernali. È un gruppo che unisce campioni affermati, veterani dei Giochi e giovani all’esordio.

Sci alpino

Lo sci alpino resta il cuore del medagliere azzurro. Tra gli atleti di punta c’è Giacomo Bertagnolli, atleta con disabilità visiva fin dalla nascita, che gareggia con la guida Andrea Ravelli. Dopo i quattro podi di PyeongChang 2018, a Pechino 2022 ha conquistato due ori e due argenti, arrivando a otto medaglie paralimpiche complessive.

Insieme a lui gareggia René De Silvestrom, categoria sitting, la cui carriera nello sci paralimpico nasce dopo una grave lesione midollare in causa di un incidente stradale. Ai Giochi di Pechino 2022 ha conquistato l’argento e il bronzo, affermandosi tra i protagonisti internazionali.

In squadra c’è anche Chiara Mazzel, atleta ipovedente dall’età di diciotto anni a causa di un glaucoma, che gareggia nella categoria Visually Impaired insieme alle guide Fabrizio Casal e Nicola Cotto Cottini.

Fa parte della delegazione anche Martina Vozza, albina e ipovedente, che gareggia con la guida Ylenia Sabidussi. A Pechino 2022 è stata la più giovane atleta dell’intera spedizione azzurra.

Completano il gruppo Federico Pelizzari, che ha già partecipato ai Giochi di Pechino 2022. Dopo un incidente con un petardo che gli ha causato l’amputazione di tre dita della mano destra, ha continuato a competere grazie a una protesi che gli consente di impugnare il bastoncino. Con lui Davide Bendotti e Luca Palla, entrambi nella categoria standing.

Snowboard

Nel para snowboard l’Italia schiera cinque rider. Il nome di riferimento è Jacopo Luchini, nato con aplasia della mano sinistra. Dopo aver sfiorato il podio a PyeongChang 2018 per due centesimi e aver chiuso quinto e sesto a Pechino 2022, arriva a Milano-Cortina da numero uno del ranking nello snowboard cross.

Grande attenzione anche per Emanuel Perathoner, atleta con una lunga esperienza olimpica alle spalle. Dopo un grave infortunio nel 2021 che ha comportato l’inserimento di una protesi al ginocchio, è tornato alle competizioni nel circuito paralimpico.

Tra i protagonisti anche Riccardo Cardani, che ha perso l’uso del braccio destro in seguito a un incidente stradale e oggi gareggia nella categoria SB-UL, oltre a Paolo Priolo e all’esordiente Davide Epis.

Sci di fondo e biathlon: la “sestina” azzurra

Nel cluster della Val di Fiemme sono sei gli azzurri impegnati tra fondo e biathlon: Giuseppe Romele, Cristian Toninelli, Michele Biglione, Mattia Dal Pastro, Giuseppe Spatola e Marco Pisani.

Romele rappresenta uno dei nomi più esperti del gruppo, mentre Dal Pastro, Spatola e Pisani sono al debutto paralimpico. Toninelli e Pisani sono impegnati sia nel fondo sia nel biathlon.

Wheelchair curling: il ritorno ai Giochi

Dopo sedici anni di assenza, il curling in carrozzina azzurro torna ai Giochi. Il capitano è Egidio Marchese, già presente a Torino 2006 e Vancouver 2010. Insieme a lui, Angela Menardi, originaria di Cortina.

Completano la squadra Fabrizio Bich, Matteo Ronzani, Giuliana Turra, Orietta Bertò e Paolo Ioriatti, quest’ultimo impegnato anche nel debutto del doppio misto.

Para ice hockey

Nel para ice hockey l’Italia è inserita nel Gruppo A con USA, Cina e Germania.

Tra i nomi più noti c’è Nikko Landeros, plurimedagliato paralimpico con la nazionale USA, ora in maglia azzurra.

In squadra ci sono anche veterani come Andrea Macrì e Gian Luca Cavaliere, oltre a un gruppo completo di talentuosi portieri, difensori e attaccanti.

Accessibilità e spostamenti durante le Paralimpiadi

Oltre alle gare e alle medaglie, le Paralimpiadi raccontano una realtà fatta di allenamenti quotidiani, spostamenti continui e tanta organizzazione logistica. In questo contesto, la mobilità accessibile è essenziale: consente agli atleti di spostarsi, allenarsi e gareggiare in autonomia, sia all’interno che all’esterno degli impianti sportivi.

Impianti e strutture esistenti sono stati rinnovati e adattati per rispondere agli standard paralimpici. Anche l’Arena di Verona è diventata completamente accessibile, consentendo alle persone con mobilità ridotta di fruire del teatro più antico al mondo.

Ma le Paralimpiadi Invernali non coinvolgono solo atleti e addetti ai lavori. Durante le due settimane di gara, migliaia di spettatori, volontari e operatori si sposteranno tra città, impianti sportivi e località montane.

Questo rende l’accessibilità un tema concreto. Come ha sottolineato il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani in un’intervista con Vanity Fair, le Paralimpiadi non sono solo un grande evento sportivo, ma anche un’occasione di inclusione, di crescita e di esempio per l’intera comunità.

Dallo sport alla vita quotidiana: la mobilità accessibile

Le esigenze di mobilità che emergono durante le Paralimpiadi sono le stesse che tante persone affrontano ogni giorno: andare al lavoro, accompagnare i figli, viaggiare o semplicemente uscire in autonomia.

Eventi come Milano-Cortina 2026 rendono questi bisogni più visibili. Per chi usa una sedia a rotelle o ha una mobilità ridotta, poter contare su trasporti affidabili significa muoversi con più tranquillità e dipendere meno dagli altri.

In molti casi, un veicolo adattato consente proprio questo: scegliere quando partire, gestire i propri tempi e spostarsi in sicurezza senza ricorrere a soluzioni temporanee. L’accessibilità incide in modo concreto sulla vita quotidiana, sul lavoro e sulla possibilità di partecipare pienamente alle attività sociali.

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