Decreto Inclusione – Punti Essenziali E Problematiche

Il Decreto Inclusione è ufficialmente diventato legge questo Settembre. La norma mira a migliorare l’integrazione degli studenti disabili nelle scuole italiane e a rendere il loro piano educativo più efficiente. Eppure, non è tutto oro quello che luce.

Vediamo innanzitutto quali sono i punti principali del decreto, che sarà attuato dall’anno scolastico 2020/21.

Revisione delle commissioni mediche

Le commissioni mediche responsabili per la verifica delle condizioni di disabilità degli alunni diventano più rigorose. Queste saranno formate da:

  • un medico legale,
  • un pediatra o un neuropsichiatra,
  • un medico specializzato nella patologia dell’alunno.

Anche i genitori e gli studenti, se maggiorenni, potranno essere coinvolti nel decidere quali misure di sostegno richiedere.

Arriva il Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Gli studenti con disabilità avranno diritto a un piano didattico individualizzato, chiamato PEI. Dite quindi addio ai piani standard, basati sul tipo di disabilità.

L’obiettivo del PEI è di sviluppare le capacità dei singoli individui, in base alle loro potenzialità. Il numero delle ore di sostegno, i sussidi e le metodologie di studio saranno quindi determinati da docenti, insieme alle famiglie degli studenti.

Ogni scuola avrà un Gruppo di Lavoro Operativo Per l’Inclusione

Gli alunni disabili saranno seguiti da vicino dal Gruppo di Lavoro Operativo Per l’Inclusione. Questo sarà formato da:

  • docenti contitolari o consiglio di classe,
  • figure professionali specifiche interne ed esterne alla scuola, che interagiranno con l’alunno,
  • l’unità di valutazione multidisciplinare,
  • un rappresentante designato dall’Ente Locale,
  • i genitori dell’alunno.

Il Gruppo di Lavoro Operativo Per l’Inclusione sarà responsabile per la redazione del PEI.

Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT)

Ogni provincia formerà un GIT. I GIT saranno formati da un totale di 450 docenti esperti in attività di sostegno. I gruppi supporteranno le scuole locali nella stesura dei PEI e nell’uso dei sostegni disponibili. Verificheranno inoltre la conformità della domanda complessiva dei posti di sostegno che i dirigenti scolastici invieranno all’Ufficio Scolastico Regionale.

Sono tanti i miglioramenti promessi dal governo, ma c’è anche qualche preoccupazione.

Ernesto Ciracì, presidente del Movimento Insegnanti di Sostegno Specializzati (MiSos), prevede che la continuità didattica non garantita continuerà a peggiorare. Ciracì ha evidenziato i problemi derivanti dalla mancata eliminazione delle cattedre in deroga (destinate ad aumentare da 57mila a 60mila nel 2020) e la necessità di stabilizzare tutti gli insegnanti specializzati precari. Questi problemi colpiranno specialmente insegnanti e alunni disabili.

Nonostante le famiglie degli alunni siano coinvolte nella redazione del PEI, il nuovo decreto prevede un voto di maggioranza per ogni decisione inserita nel piano educativo. Questo significa che le famiglie sono sempre in minoranza rispetto ai docenti.

Le famiglie di studenti disabili hanno quindi lanciato un appello per la modifica della legge per dare loro più potere nelle decisioni. Dalla protesta è nato il gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione”, che unisce famiglie ed insegnanti che vogliono promuovere la condivisione delle decisioni.

Mancano inoltre linee guida, regolamenti e fondi per l’attuazione del nuovo decreto. I docenti coinvolti nelle nuove misure non hanno ancora ricevuto la formazione necessaria per insegnare il nuovo PEI. Se ci fossero ritardi nella pubblicazione dei decreti attuativi della norma, l’esecuzione della legge potrebbe slittare e ritardare di un anno.

Dovremo quindi tenere d’occhio la situazione per vedere se gli studenti con disabilità potranno davvero usufruire di un sistema scolastico migliore, già dall’anno prossimo.