Nicola Dutto e la Dakar

Il mitico rally Dakar è terminato con amarezza quest’anno a causa della squalifica di Nicola Dutto, primo paraplegico a partecipare alla corsa nella sezione moto.

Ammettendolo alla competizione, la direzione del rally raid più famoso e duro al mondo, aveva dato a Nicola l’opportunità di mandare un messaggio di forza e speranza a chi è affetto da paralisi degli arti inferiori. Il cuneese Nicola Dutto si era qualificato con successo con l’obiettivo di completare il circuito su due ruote.

Nicola voleva dimostrare che nella vita bisogna sempre guardare avanti, lanciarsi in nuove sfide e non lasciarsi schiacciare dalle avversità. La sua grande forza e positività sono qualità che hanno spinto Handytech, fornitore di Allied Vehicles, a sponsorizzare Nicola da tempo.

Dutto si era preparato alla gara scrupolosamente con nuoto, bicicletta e simulazioni di competizione in Marocco. Il 6 Gennaio si è presentato alla linea di partenza sicuro, carico al massimo e fiducioso nella sua preparazione.

La Dakar prevedeva un circuito in Perù con partenza e arrivo a Lima in dieci tappe. Il percorso comprendeva oltre 5.000 chilometri in zone desertiche e dure arrampicate e discese sulle Ande.

Dutto ha affrontato la gara a bordo della sua motocicletta KTM, equipaggiata con comandi al manubrio, schienale su misura e roll-bar per protezione delle gambe. Insieme a lui hanno corso i “ghost-riders” Víctor Rivera, Pablo Toral e Julián Villarrubia. Nicola aveva soprannominato la squadra “i quattro moschettieri”.

Le prime tappe sono state dure, ma sempre completate entro i tempi. Per questo motivo, Nicola aveva la certezza di finire la gara. Poi i guai. Il quarto giorno, durante la tappa Arequipa-Tacna, le moto dei piloti di supporto hanno iniziato ad avere problemi. Prima una, poi due. I quattro moschettieri hanno zoppicato fino al checkpoint seguente. Da qui sono iniziati i fraintendimenti.

I motociclisti hanno chiesto ai marshalls presenti a due checkpoints di poter percorrere il resto del tragitto su asfalto, in cambio di una penalità. Contavano di poter riparare le moto e affrontare la quinta tappa in sicurezza. Il permesso era stato accordato a entrambi i checkpoints, ma è poi stato revocato dal direttore di gara a fine giornata. Da qui la squalifica, che ha portato a molte polemiche nei confronti della direzione della Dakar.

Nicola rimane positivo. È orgoglioso della sua performance e dice che la corsa lo ha spinto a gareggiare a un livello più alto. Ora guarda avanti.

Dutto ha perso l’uso delle gambe in un incidente nella prima prova speciale del campionato europeo Baja a Pordenone nel 2010. Ha ripreso a correre nel 2012, diventando il primo biker paraplegico a partecipare in una Desert Race mondiale.

Nonostante le squalifica e le seguenti polemiche, Nicola passa alla storia come primo paraplegico a partecipare alla leggendaria e durissima Dakar. Questo non glielo toglie nessuno. Chiudiamo con le sue parole: “L’importante nella vita, indipendentemente da tutto, è avere programmi, obiettivi. Se li hai, vivi; altrimenti sopravvivi”.